Una web agency si sceglie con dieci verifiche che non richiedono competenze tecniche: aprire i siti in portfolio dal telefono, chiedere chi risponderà dopo il lancio, sapere a chi saranno intestati dominio e codice, far scrivere nel preventivo cosa è incluso e cosa no. Chi supera queste verifiche è quasi sempre una buona scelta; chi le evita, quasi mai.
I dieci criteri verificabili
- Il portfolio è fatto di siti online, con l'indirizzo. Non immagini: link. Se il portfolio mostra solo mockup o siti che non si aprono, non c'è nulla da valutare.
- I siti in portfolio sono veloci da telefono. Il test è nel capitolo successivo e richiede dieci secondi a sito.
- Il referente è la stessa persona che farà il lavoro, o gli sta accanto. Se il commerciale che ti ha venduto il sito sparisce dopo la firma, ogni richiesta passerà da tre persone.
- Dominio, hosting e codice sono intestati a te. È il criterio che pesa di più e quello meno chiesto: un dominio intestato all'agenzia ti lega a lei per sempre.
- Il preventivo dice cosa è incluso e cosa no, voce per voce: pagine, lingue, testi, foto, modulo di contatto, SEO tecnica, formazione, modifiche dopo il lancio.
- Il canone annuale è spiegato. Cosa copre (hosting, backup, aggiornamenti, modifiche?), quanto costa dal secondo anno, cosa succede se lo interrompi.
- Le recensioni sono verificabili, su Google o su piattaforme terze, con nomi di aziende reali e recenti. Le testimonianze anonime sul sito dell'agenzia non contano.
- Chi scrive i testi è chiaro. «Li mandi tu» è una risposta legittima se detta prima; scoprirlo dopo la firma è la causa più comune dei siti che slittano di mesi.
- I tempi sono scritti, per fase. Un'agenzia che sa quanto dura ogni fase sa anche cosa dipende da te.
- Le certificazioni sono reali e pertinenti. ISO 9001 (qualità dei processi) e ISO/IEC 27001 (sicurezza delle informazioni) hanno un numero di certificato verificabile; «partner certificato» di un software non è una certificazione.
Il test dei dieci secondi sul portfolio
Apri tre siti del portfolio dal telefono, con la rete mobile, e cronometra. Se la pagina è leggibile entro due o tre secondi, il menu si apre al primo tocco e non salta nulla mentre carica, l'agenzia sa fare siti veloci. Poi incolla gli stessi indirizzi su PageSpeed Insights: i Core Web Vitals verdi (LCP entro 2,5 secondi, INP entro 200 millisecondi, CLS entro 0,1, secondo web.dev) confermano quello che hai visto. Vale anche al contrario: un portfolio di siti lenti è una promessa sul tuo.
Il secondo test è meno noto: guarda la data dell'ultimo contenuto sui siti in portfolio. Un sito consegnato due anni fa e mai aggiornato dice che il cliente non è in grado di farlo da solo, o che il canone non lo copre.
Come leggere un preventivo per un sito web
Due preventivi per lo stesso sito possono differire di tre volte ed essere entrambi onesti: dipende da cosa contengono. Queste sono le voci da cercare, e da far aggiungere se mancano.
- Analisi e struttura. Chi decide quali pagine servono e perché. Se manca, il sito sarà una copia della brochure.
- Design su misura o tema. Un tema comprato costa poco e si vede; il preventivo deve dire quale dei due è.
- Testi e fotografie. Inclusi, esclusi, o «forniti dal cliente»? È la voce che sposta di più tempi e qualità.
- Lingue. Una traduzione professionale è un costo reale per lingua; «multilingua» senza numero non significa nulla.
- SEO tecnica e dati strutturati. Title, description, sitemap, schema.org, velocità: o sono nel progetto o non ci saranno.
- Hosting, dominio, certificato SSL. Chi li paga, a chi sono intestati, quanto costano dal secondo anno.
- Modifiche dopo il lancio. Incluse per un periodo, a canone, o a chiamata? Un sito che non si aggiorna invecchia in un anno.
- Formazione. Se non c'è, ogni virgola passerà dall'agenzia.
- Proprietà del codice. Una riga, ma decisiva: alla consegna il sito è tuo e puoi portarlo altrove.
Per confrontare le cifre con un riferimento pubblico, il nostro listino è online: in quanto costa un sito web trovi prezzi per tipologia, cosa è incluso e il confronto fra template, freelance e agenzia.
Le domande da fare al primo incontro
- Chi seguirà il progetto, e chi mi risponderà dopo il lancio?
- Dominio, hosting e codice saranno intestati alla mia azienda?
- Cosa succede se dopo due anni voglio cambiare fornitore?
- Chi scrive i testi e chi fa le foto? Con quali tempi?
- Come misureremo se il sito funziona? Contatti, chiamate, prenotazioni?
- Quanto costa il secondo anno, e cosa comprende?
- Posso vedere tre siti simili al mio e parlare con un cliente?
- Su quale tecnologia sarà costruito, e perché quella?
Le risposte contano meno di come arrivano: un'agenzia seria risponde a tutte, in modo diretto, e ne aggiunge qualcuna che non ti eri fatto.
I segnali d'allarme
- «Primo su Google garantito». Nessuno può garantire una posizione: Google stesso lo scrive nelle sue linee guida e valuta i contenuti per esperienza, competenza, autorevolezza e affidabilità (Search Central), non per promesse.
- «Il sito è gratis, paghi solo il canone». Il sito resta dell'agenzia: se interrompi il canone, sparisce.
- Preventivo in una riga. «Sito web: X €» senza voci è un preventivo che non si può confrontare né contestare.
- Portfolio senza link, o con siti che non si aprono.
- Nessuna domanda sulla tua azienda al primo incontro: se non chiedono cosa vendi e a chi, il sito sarà uguale a quello del cliente precedente.
- Il dominio lo registrano loro, «per comodità».
Agenzia, freelance o piattaforma fai-da-te: cosa cambia nella scelta
Il confronto sui prezzi è nella pagina del listino. Qui il confronto è su ciò che conta quando scegli: chi risponde, cosa succede se una delle parti cambia, cosa resta tuo.
| Criterio | Agenzia strutturata | Freelance | Piattaforma fai-da-te |
|---|---|---|---|
| Chi risponde dopo il lancio | Un team, con canale di assistenza | Una persona, finché è disponibile | Un help center |
| Se il fornitore cambia lavoro o chiude | Il progetto passa a un collega | Il sito resta senza manutenzione | La piattaforma resta; il sito non si esporta |
| Competenze coperte | Strategia, testi, design, sviluppo, SEO | Di solito una o due, molto bene | Nessuna: fai tutto tu |
| Proprietà del sito | Da scrivere nel contratto | Da scrivere nel contratto | Del sito no: resta sulla piattaforma |
| Garanzie e certificazioni | Contratto, ISO se certificata | Contratto | Termini di servizio |
| Quando è la scelta giusta | Il sito deve portare clienti e durare anni | Progetto piccolo, con un referente interno che coordina | Serve una presenza minima, senza obiettivi commerciali |
Come scegliere una web agency in cinque passi
- Scrivi cosa deve fare il sito, in tre righe: a chi si rivolge, cosa deve succedere (una telefonata, una prenotazione, un preventivo), come lo misurerai.
- Seleziona tre agenzie dal portfolio, con il test dei dieci secondi dal telefono.
- Fai a tutte le stesse otto domande del primo incontro e annota le risposte.
- Confronta i preventivi voce per voce, non per totale: aggiungi le voci mancanti prima di confrontare.
- Fai scrivere nel contratto proprietà e assistenza: dominio, codice, cosa copre il canone, tempi di risposta.
Se cerchi una web agency a Brescia
I criteri non cambiano con la geografia, ma la vicinanza aggiunge una verifica in più: chiedi che il primo incontro sia in azienda. Un sito costruito dopo aver visto come lavori racconta l'azienda vera; uno costruito su un modulo compilato da remoto racconta quella immaginaria. Per le imprese bresciane che lavorano con grandi gruppi contano anche le certificazioni ISO in fase di qualifica fornitori. La pagina sulla nostra web agency a Brescia spiega come lavoriamo con le aziende della provincia, dal sopralluogo ai siti B2B; quella sulla realizzazione di siti web professionali descrive cosa comprende un progetto, fase per fase.
